“IO NON SONO COSì”: CONFESSIONI DI UNA CASA IN VENDITA
Lo so.
Quando entri non faccio una gran bella impressione.
Non è colpa mia, davvero.
Io avrei anche delle belle cose da dire, ma nessuno mi ascolta mai fino in fondo.
Ho una buona pianta, per esempio. Lineare, razionale, senza sprechi. La luce, se solo aprissero tutte le finestre insieme, entrerebbe generosa. E quel terrazzo… sì, ora sembra un ripostiglio, ma ti assicuro che al tramonto prende una luce bellissima. L’ho visto tante volte, il tramonto, con i miei proprietari che avevano tempo per fermarsi a guardarlo.
Il problema è che oggi mi mostro così come mi capita.
Con lo sgabuzzino invaso dai borsoni da calcio, perché nessuno ha avuto il tempo di sistemarli.
Con il bagno in penombra, perché la lampadina si è fulminata proprio stamattina.
Con l’odore di pioggia che entra dalle finestre socchiuse e si mescola a quello dei panni umidi.
Io lo sento quando ti muovi nelle stanze.
Ti vedo mentre fai i conti con lo sguardo, mentre misuri mentalmente gli spazi, mentre cerchi di immaginare dove metteresti le tue cose. Ti sento pensare: “Forse è più piccola di come sembrava”.
E mi dispiace, perché non è vero. O meglio: non è tutta la verità.
Non sono piccola, sono solo piena.
Piena di oggetti, di abitudini, di vite che non sono le tue.
Quando guardi il tavolo ingombro, non riesci a vedere quanto sarebbe bello apparecchiato.
Quando vedi il lavello colmo di tazze, non immagini le colazioni lente della domenica.
Quando osservi il terrazzo sporco, non riesci a sentirne il silenzio la sera.
Così esci.
E dici che “non ti convinco”.
Io resto qui.
Con il prezzo giusto, la zona giusta, tutte le carte in regola.
Ma senza qualcuno che mi aiuti a raccontarmi meglio.

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